LATERIZIO FACCIA A VISTA
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Edilizia residenziale   
Edilizia residenziale
Louis Sullivan Frank Lloyd Wright, Charnley-Persky House Chicago, Illinois, U.S.A., 1892, Irene Sagripanti

È custodita nell'archivio di Taliesin West, in Arizona, la foto in bianco e nero sulla quale F.L. Wright, a cavallo tra il Dieciannovesimo e il Ventesimo secolo, scrisse: “This is the first example where the plan brick wall mass is used as an ornament”(1). La foto è quella della Charnley-Persky House, la casa monofamiliare, progettata dallo studio Adler e Sullivan nel 1892 a Chicago, nel rinomato quartiere della Goald Coast. A fine Ottocento, Chicago, la poster city della rivoluzione industriale, stava già assumendo la fisionomia di grande metropoli e proprio in quegli anni il giovane Louis Sullivan era stato impegnato nella progettazione di importanti edifici come il St. Nicols Hotel (Missouri) e il Chicago Stock Exchange.

Costruire in Laterizio n119 del 2007

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Cristofani Lelli architetti, Casa Balducci a Faenza (Ra), Davide Turrini

La firma dello Studio Cristofani Lelli è ormai da tempo sinonimo di un’architettura essenziale, studiata nel disegno e attentamente curata nell’esecuzione, capace di rispondere con concretezza ed efficacia ad esigenze funzionali complesse, pervenendo ad un linguaggio chiaro, riconoscibile e ad esiti costruttivi di particolare eleganza. Tale affermazione trova un’ulteriore conferma nel caso dell’intervento residenziale di Casa Balducci, portato a termine a Faenza nell’ambito del piano particolareggiato di via Salvemini.

Costruire in Laterizio n119 del 2007

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Isotta Cortesi, Edificio residenziale a Parma, Roberto Gamba

Nel novembre 2006 l’edificio è stato insignito del premio per la migliore opera realizzata al concorso biennale di architettura Archès: un riconoscimento rivolto alla ricerca di un’integrazione tra il progetto di architettura ed i suoi contenuti di innovazione tecnologica. Archès, importante gruppo aziendale del settore edile, organizza la selezione insieme a Aid’a (Agenzia Italiana d’architettura), DARC (Direzione Generale per l’Architettura e l’arte contemporanea del Ministero dei Beni Culturali) e CNAPPC (Consiglio Nazionale degli Architetti, PPC).

Costruire in Laterizio n119 del 2007

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Alessandro Bulletti, Casa e Studio a San Nicolò di Celle, Perugia, Veronica Dal Buono

La casa progettata a San Nicolò di Celle (PG), piccolo centro della pianura umbra,conferma la propensione al tema dell’architettura d’abitazione condotto con sostanziale controllo dell’intero processo, dall’ideazione allo sviluppo costruttivo e scelta dei materiali, che caratterizza la ricerca di Alessandro Bulletti. Il giovane architetto conduce la propria autonoma attività di progettista a Perugia, memore degli insegnamenti di Luigi Snozzi,con il quale ha più volte collaborato, senza dimenticare quelli impliciti dei Maestri del moderno sicuramente più congeniali, Mies van der Rohe, Neutra, Kahn, Le Corbusier.

Costruire in Laterizio n119 del 2007

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Guicciardini e Magni architetti, Complesso residenziale a Poggibonsi (Si), Adolfo F. L. Baratta

La composizione e il linguaggio dell’intervento dello Studio Guicciardini e Magni sono stati guidati dalla sua collocazione, in un zona di cerniera tra il centro e la periferia della città, con l’ingombrante presenza della vicina tratta ferroviaria Empoli-Chiusi. L’area (ex Vannini e Capperucci) era occupata da anonimi fabbricati industriali, demoliti alcuni anni prima della realizzazione dell’intervento. Il nuovo isolato è spezzato in blocchi più piccoli e traforato da passaggi che collegano visivamente l’interno con l’esterno con effetto di visuali inedite e con l’idea di costruire spazi compiuti come la corte, serrata sulla rotonda del verde centrale.

Costruire in Laterizio n119 del 2007

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Lucio Serpagli, Abitazione a Bedonia, Parma, Alberto Ferraresi

Della cupola contemporaneamente assente e presente, riferendosi alla Chiesa del Santo Volto di Gesù alla Magliana (Roma), Achille Bonito Oliva parla di uno spazio dell’eco, uno spazio di rimbalzo dello sguardo. Con forza paragonabile di gesto progettuale, Lucio Serpagli incastona un cammeo laterizio nella collina di Cavignaga, a Bedonia di Parma. Quando già l’intervenire preservando equilibri millenari costituisce risultato apprezzabile, di più è ottenere dal paesaggio il completamento naturale dell’intenzione architettonica. L’intromissione del costruito segna sulle curve di livello discendenti a valle i tratti simulati dell’abbraccio. Raccogliendolo, il contesto entra in rapporto osmotico con la naturalità materica dell’opera. La scala del paesaggio è prevalente sull’architettura: questa, per così dire, arretra nel suo fulcro centrale riconoscendone l’atto dominante.

Costruire in Laterizio n119 del 2007

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Diana Barco, Casa in Candelaria, Bogotà, Sonia Sabbadini

La Candelaria è un quartiere storico di Bogotà, dichiarato oggi monumento nazionale, che si estende lungo le falde del Cerro Tutelar de Monserrate, a una altezza di 2600 m sulla cordigliera occidentale, ed è formato da costruzioni di tipo coloniale e repubblicano di cui la gran parte mantiene la sua struttura originaria. La loro caratteristica morfologica principale è la disposizione delle camere e degli altri ambienti dove si svolgono le attività familiari attorno a uno o più patii, centrali o laterali, e, in alcuni casi, la presenza di vestiboli laterali che servono da ingresso e comunicazione tra gli spazi interni. Una tipologia urbana, di eredità ispanica, adattata alle temperature medie locali di circa 16°C.

Costruire in Laterizio n117 del 2007

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Casa Ambrosi, Macerata, 1999-2006, Veronica Dal Buono

Il paesaggio rurale marchigiano è una distesa di dolci rilievi di fronte al mare, dalla cui quiete laboriosa emergono appena poderi e case coloniche dall’architettura semplice e funzionale. Ferma su di un poggio, a poca distanza dalla composizione densa e marcata dei volumi della casa in provincia di Macerata, sorge Casa Ambrosi suo contrappunto minuto, riservato - complementare intervento del maestro marchigiano Danilo Guerri - che si colloca sulla medesima linea di approfondimento degli organismi architettonici d’abitazione.

Costruire in Laterizio n115 del 2007

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Casa ad Ancona, 1997-2005, Alberto Ferraresi

Di poco usciti da Senigallia verso l’entroterra, giunti alle prime colline, si incontra un nuovo approdo dell’architettura esemplare e dinamica di Danilo Guerri, applicata questa volta ai sistemi abitativi residenziali nella tipologia della villa isolata. Il percorso d’accesso impedisce la percezione completa dell’intervento, in parte per differenza di quota, in parte per le gerarchie d’affaccio, per cui è prediletto l’orientamento al mare. Ma guadagnando qualche metro verso il fabbricato, fino a riappropriarsi della vista dell’orizzonte, si scorge da un lato il mare ai piedi delle colline subito oltre l’abitato, dall’altro il volume di progetto per intero disteso su declivio naturale.

Costruire in Laterizio n115 del 2007

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Casa a Macerata, 1997-2005, Davide Turrini

Le morbide colline maceratesi, vicine al litorale adriatico, ed un’antica casa colonica sono gli elementi di partenza per la riflessione progettuale di Danilo Guerri, progettista che con crescente frequenza, negli ultimi anni, ha operato su edifici esistenti appartenenti alla tradizione costruttiva delle campagne marchigiane, riguardandoli come segni costitutivi fondamentali di un paesaggio antropizzato, sì in trasformazione, ma ancora dotato di un’intrinseca armonia, fatta di piccole architetture, di ordinate coltivazioni, di siepi, fossi e filari alberati posti a delineare la trama dell’appoderamento. Le coloniche, generalmente costituite da più corpi aggregati di stalle, granai e altri annessi legati alla conduzione del podere, sono spesso interamente trasformate in abitazioni extraurbane e perdono quella connotazione originaria di nuclei insediativi pressoché autosufficienti, in cui hanno coabitato, integrandosi, funzioni residenziali e produttive.

Costruire in Laterizio n115 del 2007

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Frank Lloyd Wright, Frederick C. Robie House, Chicago (1908-10), Maria de Santis

Fra i pochi edifici moderni che appaiono quali immagini paradigmatiche tanto agli occhi degli architetti che del grande pubblico, due sono sicuramente di F.L. Wright: la Robie House (1908-10) e la “Casa sulla cascata” (1934-37). Nel 1958, quando si parlò di demolire la Robie House, la rivista americana House and Home pubblicò un articolo definendola la “casa del secolo”(1). Il successivo dibattito e la conseguente scelta di conservazione dell’opera del grande Maestro confermano il suo ampio riconoscimento, che va probabilmente ascritto al fatto di presentarsi come una vigorosa affermazione architettonica in grado di esaltare le qualità ambientali.

Costruire in Laterizio n114 del 2006

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Torri residenziali, area Barca - Casteldebole, Bologna , 1990-95, Roberto Gamba

Si tratta del Piano particolareggiato dell’area comparto R5- 6a, nella periferia ovest di Bologna, e della progettazione architettonica degli edifici di competenza di una delle cooperative assegnatarie. Tra il 1990 e il 1992 lo Studio Valle lo redige con il titolo di “Disegno Urbano Concertato dell’area Barca-Casteldebole”, legando, con un progetto urbanistico unitario, sette aree di frangia, localizzate lungo la tangenziale che collega Bologna a Casalecchio: i diversi comparti vengono unificati da un parco lineare e da un’edilizia residenziale, fatta di edifici puntiformi che creano una cortina filtrante tra la periferia circostante e il verde pubblico di progetto.

Costruire in Laterizio n114 del 2006

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Architetti Valle, Udine, Abitazioni alla Giudecca (VE), 1980-86, Roberto Gamba

La laboriosa composizione di questo numero di CIL è testimone dell’opera di uno Studio di riconosciuta importanza. Tre generazioni successive di architetti hanno prodotto così numerose costruzioni (nelle quali il laterizio è spesso protagonista), da segnare significativamente il panorama dell’architettura contemporanea nazionale. Nei primi anni Cinquanta, Gino e Nani Valle danno vita allo Studio che prosegue l’attività del padre Provino, iniziata negli anni Venti. Nani Valle lascia lo studio nel 1959 e nel 1961 vi entra Piera Valle Ricci Menichetti.

Costruire in Laterizio n114 del 2006

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Ludwig Mies van der Rohe, Casa di Karl Lemke, Berlino (1932-33), Vincenzo Riso

La casa che Mies van der Rohe progetta per il collezionista di opere d’arte Karl Lemke e sua moglie Martha è l’ultima opera della cosiddetta fase europea della sua carriera (1925-1938) che, dopo la chiusura definitiva della Bauhaus, si conclude con l’emigrazione negli Stati Uniti. Nel 1930 i coniugi Lemke acquisiscono, lungo la Oberseestrasse, un piccolo lotto di un terreno in posizione paesaggistica, digradante verso il lago Weissensee Obersee, nel distretto di Hohenschönhausen. Mies riceve l’incarico del progetto della casa agli inizi del 1932 e nell’agosto dello stesso anno cominciano i lavori per sua costruzione, che viene completata nel 1933.

Costruire in Laterizio n112 del 2006

 

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José Ignacio Linazasoro e Carlos Jiménez, Edificio residenziale ad Avila
Carmen Murua

Nella città di Avila, nella regione di Castilla y León, ad oltre 1.100 metri di altitudine, sorge l’ultima realizzazione di José Ignacio Linazasoro e Carlos Jiménez. Avila, proclamata dall'Unesco “Patrimonio dell’Umanità”, e secondo il detto popolare tierra de cantos y de santos, è una piccola cittadina spagnola caratterizzata dalle lunghe mura medievali (due chilometri e mezzo) che la cingono, punteggiate da 88 torri.

Costruire in Laterizio n93 del 2003

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Pablo Beitia, Casa Martinez in Buenos Aires, Argentina
Paola Ferrini

La casa è situata in un lotto stretto e lungo di un antico sobborgo della città, in un contesto edilizio formato dalle tradizionali case a due piani di Buenos Aires e da edifici di residenza collettiva di dieci metri di altezza che definiscono un orizzonte urbano fortemente delineato sotto l’aspetto architettonico. Il progetto è stato condizionato, oltre che dal ridotto campo visivo in cui si trova il lotto, anche dall’orientamento est-sudest sfavorevole alla facciata sulla strada, ma che assicura il soleggiamento del quadrante est-nordest fino a mezzogiorno durante quasi tutto l’anno.

Costruire in Laterizio n95 del 2003

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Raffaele Mennella, Campus residenziale, Università di Camerino
Igor Maglica

Qui di seguito vengono illustrati il primo gruppo di abitazioni collettive per studenti (inaugurate nell’estate del 2002 e facenti parte del I lotto dei lavori) e il progetto esecutivo dell’edificio della Biblioteca del Campus residenziale dell’Università di Camerino.

Costruire in Laterizio n103 del 2005

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Barto + Barto, Insediamento per residenza ed uffici a Nantes
Alessandro Vicari

Periferia Il sito è sul bordo della Loira,all’ingresso meridionale della città, lambito dal traffico del ponte a quattro corsie che attraversa il fiume, in prossimità della stazione del TGV e del Palazzo dei Congressi. Si tratta di una zona d’espansione su cui erano costruiti gli stabilimenti della fabbrica di biscotti LU,poi demoliti negli anni ‘80: una frontiera investita dalle problematiche urbanistiche comuni a tutte le città contemporanee, in cui gli interessi contrapposti di pubbliche amministrazioni e imprese private oltrepassano difficilmente le forme di un’edilizia mediocre prodotta dal compromesso tra leggi del mercato immobiliare e regole del decoro urbano.

Costruire in Laterizio n104 del 2005

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Hans Kollhoff, Helga Timmermann, Il processo di costruzione della forma
Nicola Marzot

La ricerca condotta da Hans Kollhoff ed Helga Timmerman si iscrive chiaramente nell’orizzonte di senso della città europea, ed assume il progetto urbano quale implicito termine di riferimento ed unità di misura. Il superamento del metodo funzionalista a favore della riabilitazione dell’architettura della città comporta, quale corollario, il ricorso sistematico allo strumento del Masterplan, l’individuazione preventiva di temi urbani invarianti, storicamente declinati, e la subordinazione delle scelte di dettaglio all’articolazione d’insieme. Il progetto urbano viene così interpretato come “luogo” di una possibile ricomposizione dei conflitti tra urbanistica, architettura e tecnica: continuità del tessuto e discontinuità degli oggetti; pieni edilizi e vuoti urbani; tradizione e modernità; artificio e natura.

Costruire in Laterizio n106 del 2005

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Hans Kollhoff, Helga Timmermann, Il processo di costruzione della forma
Edificio per abitazioni, Knsm Eiland, Amsterdam
Nicola Marzot

L’intervento sviluppa le previsioni contenute nel Masterplan per l’isola KNSM, redatto da Jo Coenen in seguito alla dismissione per fasi del vecchio porto commerciale di Amsterdam. L’isolato urbano, nelle previsioni iniziali, risulta generato dalla intersezione di una doppia cortina edilizia perimetralmente chiusa, a sezione rettangolare, verso l’esterno, e circolare sul fronte interno.

Costruire in Laterizio n106 del 2005

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Hans Kollhoff, Helga Timmermann, Il processo di costruzione della forma
Edificio per abitazioni in Seesener Strasse, Berlino-Wilmersdorf
Nicola Marzot

L’edificio completa il fronte sud-ovest di un isolato urbano perimetralmente chiuso, rimasto per anni parzialmente inedificato, compreso tra la Seesener Straße ed un tratto della Stadtring, in affiancamento alla S-Bahn Hohenzollerndamm. I vincoli posti dal contesto orientano chiaramente le scelte dei progettisti. Le dimensioni del lotto, di forma allungata, consentono l’adozione di un corpo di fabbrica con doppio affaccio. L’accesso obbligato all’edificio avviene da un portone sul preesistente fronte edificato della Seesener Straße, attraverso il giardino interno comune.

Costruire in Laterizio n106 del 2005

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Hans Kollhoff, Helga Timmermann, Il processo di costruzione della forma
Parco residenziale in Malchower Weg, Berlino-Hohenshöhhausen
Nicola Marzot

L’intervento si inserisce all’interno di un quartiere residenziale di Berlino est, contraddistinto dalla mancanza di chiari principi insediativi, a cui il progetto intende dare paradigmatica risoluzione.

Costruire in Laterizio n106 del 2005

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Hans Kollhoff, Helga Timmermann, Il processo di costruzione della forma
Edificio per abitazioni in Drontheimer Strasse, Berlino-Wedding
Nicola Marzot

L’edificio satura integralmente il fronte strada di un ampio lotto urbano generato per accorpamento e rifusione delle due originarie particelle edilizie, prevedendo tuttavia varchi passanti alle opposte estremità del piano terra. L’uno, a sinistra, consente l’accesso ad un giardino dalla rigogliosa piantumazione, a servizio dell’asilo retrostante; l’altro costituisce l’ingresso al parcheggio interrato dell’edificio residenziale, il cui lastrico solare assume la conformazione di una vasca inerbita per garantire una più ampia dotazione pertinenziale al condominio.

Costruire in Laterizio n106 del 2005

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Hans Kollhoff, Helga Timmermann, Il processo di costruzione della forma
Edificio per appartamenti nel porto di Anversa
Nicola Marzot

L’edificio occupa il sedime dei vecchi Magazzini Reali del porto di Anversa, sulla riva ovest della Schelda. L’area ha perduto l’originaria collocazione periferica rispetto al tessuto urbano consolidato, assumendo progressivamente una vocazione alla riconversione funzionale per effetto della transizione al post-industriale e della conseguente centralità raggiunta.

Costruire in Laterizio n106 del 2005

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Hans Kollhoff, Helga Timmermann, Il processo di costruzione della forma
Complesso residenziale a Kop Van Zuid, Rotterdam
Nicola Marzot

Il complesso residenziale si inserisce nell’area portuale dismessa di Rotterdam, sulla riva sinistra del fiume Maas. La presenza di alcuni magazzini e dell’hotel “New York” nelle vicinanze di Wilhelminapier restituisce l’immagine originaria del centro città, oggi sacrificata alle strategie commerciali di un mercato globale che destabilizza programmaticamente ogni convenzione a favore dell’evento architettonico autoreferenziale e totalmente indifferente al contesto di appartenenza.

Costruire in Laterizio n106 del 2005

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Gernot Minke, Due bio-architetture in Germania
Paola Ferrini

Gernot Minke dirige l’Istituto di Ricerca di Costruzioni Sperimentali dell’Università di Kassel che si occupa di migliorare le tecniche di costruzione con materiali naturali. In circa 30 anni ha svolto oltre trenta progetti di ricerca e sviluppo nel campo dell’architettura ecologica in molti Paesi del mondo ed è considerato internazionalmente fra i maggiori esperti di costruzioni in terra.

Costruire in Laterizio n107 del 2005

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Alfonso Ramirez Ponce, Residenza plurifamiliare a Città del Messico
Sonia Sabbadini

L'architettura di Ramirez Ponce si caratterizza per l’impiego consapevole di un lessico architettonico che rispetta e interpreta la cultura dell’abitare e la tradizione costruttiva messicana.

Costruire in Laterizio n107 del 2005

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João Álvaro Rocha, Case unifamiliari a schiera, Quinta da Barca, Esposende
Igor Maglica

Le quattro file di villette unifamiliari progettate da João Álvaro Rocha fanno parte di un piano urbanistico che conteneva quasi tutti i principali parametri architettonici.

Costruire in Laterizio n108 del 2005

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João Álvaro Rocha, Edificio residenziale Maia I, Lugar do Outeiro, Maia
Igor Maglica

Nel quadro di un Programa Especial de Realojamento (PER),una particolarissima iniziativa portoghese di ricollocazione abitativa di famiglie che necessitano di aiuti governativi, João Álvaro Rocha ha ricevuto l’incarico di progettare un edificio residenziale di edilizia economica per una quindicina di appartamenti.

Costruire in Laterizio n108 del 2005

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Massimo e Gabriella Carmassi, Residenze e servizi del campus universitario di Parma
Davide Turrini

Il piano particolareggiato per le nuove strutture ricettive del campus universitario di Parma riguarda un comparto di circa 11 ettari di superficie, collocato ai margini della città, in prossimità della tangenziale. Alcuni vincoli legati alla morfologia del terreno e alle reti infrastrutturali presenti nell’area hanno suggerito ai progettisti di concentrare i volumi edificati lungo i bordi dell’ampio lotto.

Costruire in Laterizio n109 del 2006

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Rafael Moneo + Martinez Lapeña & Torres, Residenze a Sabadell, Spagna
Veronica Dal Buono e Paola Rossi

Un lotto dalla forma irregolare, delimitato a Sud da un importante edificio novecentesco, traccia del passato industriale di Sabadell, e lo skyline di un tratto della città catalana contraddistinto da edifici medio-alti, costituiscono elementi che nella loro unicità e proprio per la loro valenza plastico-architettonica rappresentano il punto di partenza per una singolare riflessione progettuale.

Costruire in Laterizio n109 del 2006

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Bob361 Architetti, Alloggi sociali a Leuven, Belgio
Veronica Dal Buono

Lovanio – Leuven in fiammingo, Louvain in francese –, è un’isola urbana ad est di Bruxelles, nel piatto e verde paesaggio del Brabante Fiammingo, del quale ducato un tempo era capitale ed ora capoluogo, prossima ad altre realtà comunali quali Kessel-Lo, Winksele, Wijgmaal ed Heverlee. L’incontro delle esistenti centralità storiche della regione, del polo universitario (una delle più antiche università di Europa) e di attività industriali, nel corso del tempo,ha innescato in questa regione belga una dinamica spontanea, strutturando uno spazio policentrico ancorato a questi microcosmi urbani, connesso con la regione di Bruxelles e gli altri centri dal sistema di strade, ferrovie e autostrade.

Costruire in Laterizio n109 del 2006

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Alessandro Bucci, Complesso residenziale "Area Cimatti" a Faenza
Davide Turrini

Il progetto nasce con l’obiettivo di recuperare e riconfigurare secondo un disegno unitario un vuoto urbano inutilizzato da tempo, eroso e smembrato da espropri parziali successivi. L’area interessata dall’intervento si trova ai margini del centro di Faenza, a diretto contatto con i resti delle antiche mura e con il verde pubblico del Parco Gatti.

Costruire in Laterizio n109 del 2006

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Mecanoo, Quartiere Nieuw Terbregge, Rotterdam
Laura Guglielmi

L’Olanda, come tutti i Paesi nordeuropei, è all’avanguardia nella ricerca e nell’applicazione dei principi dello sviluppo sostenibile a scala urbanistica, architettonica e nel recupero edilizio. Il pericolo che l’innalzamento del mare, causato dallo scioglimento delle calotte artiche conseguente al surriscaldamento del pianeta, possa portare alla perdita di quel territorio caparbiamente strappato all’acqua nel corso dei secoli e tenacemente mantenuto attraverso sofisticate tecniche di ingegneria idraulica,ha contribuito a sviluppare una precoce sensibilità ambientale tale da introdurre nei piani di sviluppo urbani i temi del corretto rapporto tra architettura e sviluppo ecocompatibile. Risale,infatti,al 1988 la costruzione, nella città di Alphen aan den Rijn, di un intero quartiere residenziale a basso consumo energetico, progettato da Lucien Kroll, su iniziativa del NOVEM, l’Agenzia nazionale olandese per l’energia e l’ambiente.

Costruire in Laterizio n109 del 2006

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Cino Zucchi, Residenze al quartiere Montedago, Ancona
Paola Rossi

Molteplici sono gli aspetti che influiscono nella progettazione di un edificio, elementi variabili ed invariabili da valutare, con i quali confrontarsi. Se si osserva la globalità del risultato raggiunto nella realizzazione dell’edificio residenziale a Montedago, appare evidente la possibilità di edificare architetture apparentemente semplici, ma non per questo banali, che restituiscono qualità al contesto e vivibilità agli spazi. L’orografia del sito, l’orientamento solare e la particolarità della tipologia degli alloggi hanno suggerito e determinato la soluzione formale del progetto.

Costruire in Laterizio n109 del 2006

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Guicciardini & Magni Architetti, Complesso residenziale a Montespertoli, Firenze
Adolfo F. L. Baratta

Il complesso residenziale progettato da Guicciardini e Magni Architetti si trova nel cuore delle colline fiorentine (Montagnana è una ridente località nel comune di Montespertoli, a pochi chilometri ad ovest di Firenze) in una posizione di notevole valore ambientale, ricca di viti, olivi, cipressi, ville e castelli. L’area su cui sorge il complesso, che si identifica con l’immagine suggestiva di una terra dolce e rassicurante grazie alle sue verdi colline, è un vasto triangolo di circa dodici ettari, sul quale rimane, a memoria della passata fruizione, una villa sull’angolo nord-est circondata dal verde. Si tratta di un’area ampia ma protetta: la provinciale che lambisce la preesistente Villa Bossi Pucci è infatti schermata da una fitta alberatura di varie essenze, con una prevalenza di cipressi, che ne occultano la vista in ogni stagione dell’anno.

Costruire in Laterizio n109 del 2006

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Urs Burkard, Adrian Meyer, Residenze a Baden, Svizzera
Monica Lavagna

Compatti eppure articolati, chiusi eppure aperti, opachi eppure trasparenti. I due edifici residenziali realizzati a Baden da Urs Burkard e Adrian Meyer appaiono semplici e definiti a un primo sguardo, ma rivelano in realtà, a un’osservazione più attenta, una complessità e una ricchezza progettuale inaspettate. A tutto vantaggio della qualità abitativa, della flessibilità e personalizzazione degli spazi.

Costruire in Laterizio n110 del 2006

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Christoph H. Mäckler, Casa Latscha nel Taunus, Germania
Veronica Dal Buono

Anche per l’architetto contemporaneo è essenziale il confronto con la complessità dell’abitare: l’architettura di qualsiasi tipo, come insegna Heidegger, comincia infatti dall’arte di abitare. Solo comprendendo ciò l’architetto può essere in grado di costruire “correttamente”, di acquisire l’esperienza ed il mestiere del trasformare gli spazi nella destinazione d’uso desiderata grazie alla scelta dei materiali appropriati, di immergerli nella luce adeguata e di adattarli all’atmosfera del luogo.

Costruire in Laterizio n110 del 2006

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Ebner-Ullmann, Residenza austriaca
Adolfo F. L. Baratta

In un’area residenziale nei dintorni di Salisburgo, la presenza di un fabbricato dalla forma singolare e dall’esclusivo colore rosso crea un forte contrasto con le costruzioni circostanti, dalle quali si discosta decisamente. La conformazione esterna dell’edificio risulta generata dall’organizzazione degli spazi interni testimoniando la coerenza tra funzionalità ed estetica: l’edificio si concentra completamente sui fabbisogni dei proprietari, mentre la volumetria risulta dalla distribuzione e dall’orientamento razionale degli spazi.

Costruire in Laterizio n110 del 2006

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Bauart Architekten + Planer AG, Ostello della gioventù in Svizzera
Elisabetta Palumbo

Nel 2001 la federazione degli ostelli svizzeri ha bandito il concorso per la ristrutturazione e l’ampliamento dell’Ostello della gioventù di Zermatt, piccolo centro nella Svizzera sudoccidentale, ai piedi del Cervino e del Monte Rosa. L’edificio, costruito negli anni ’50, non rispondeva più alle moderne esigenze dell’utenza: accanto alla necessità di ammodernare le camere ed aumentare il numero dei posti letto, si avvertiva la necessità di adeguare gli impianti sanitari e di rinnovare gli spazi comuni.

Costruire in Laterizio n110 del 2006

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